CAMPOBASSO: Festa Corpus Domini, operatori al lavoro tutta la notte riconsegnano l’area pulita all’alba, ma disservizi con i bagni chimici, erano pochi.

Campobasso. Se un visitatore capitasse per caso oggi, 30 maggio, a Campobasso potrebbe addirittura non accorgersi che solo poche ore fa la città era letteralmente invasa di gente per la festa di Corpus Domini: gli ambulanti della fiera sono andati tutti via, l’area attorno all’ex Romagnoli – fino a ieri sera strapiena di bancarelle – è tornata a essere utilizzata come parcheggio già dalle prime ore di questa mattina. Le strade del centro sono state disinfettate dagli operatori della Sea che hanno svuotato i bidoni e ripulito l’intero capoluogo per riconsegnarlo stamattina a chi si è recato al lavoro. I gonfiabili di villa Musenga sono spariti, le casette in legno lungo corso Vittorio Emanuele pure. Insomma, quest’anno la macchina organizzativa ha funzionato decisamente meglio delle passate edizioni anche grazie a controlli più severi sugli abusivi (erano pochissimi) e preparativi più accurati.
A ricordare il successo della notte appena trascorsa a Piazza Prefettura, dove si è esibito Renzo Arbore e al sua Orchestra italiana davanti ad almeno 10 mila persone, c’è ancora il gigantesco palco non completamente smontato con gli operai che alle 13 terminavano le operazioni. 
Il concerto, è opinione diffusa stamattina in città, ha messo d’accordo tutti. Ma tante persone purtroppo non sono riuscite ad arrivare neppure al maxischermo posizionato all’ingresso dell’isola pedonale. E infatti migliaia di fan erano tra Villa Flora, corso Bucci e le strade attorno alla piazza da cui potevano solamente ascoltare i successi di Arbore che ha fatto scatenare migliaia di molisani con le oltre due ore e mezzo di concerto. 
Non ha fatto da ambasciatore dei Misteri – come avrebbe voluto il sindaco – e non ha neppure omaggiato Fred Bongusto di cui avrebbe dovuto interpretare un suo pezzo, ma alla fine i 56 mila euro spesi per l’artista foggiano e la sua band sono stati ben spesi. Il bilancio il giorno seguente è positivo.
«Tranne per il nostro bagno – dicono da Lupacchioli – che hanno reso inagibile due volte stanotte». La voce fuori dal coro è quella dei baristi del centralissimo bar di piazza Prefettura i quali si lamentano per la carenza di servizi igienici. «Servivano più bagni chimici, qui c’era una coda di gente fino a fuori e non è possibile organizzare eventi così importanti e non pensare che la gente a un certo punto avrà bisogno di darsi una rinfrescata o di utilizzare la toilette».
In effetti i più vicini alla piazza erano quelli pubblici di via Palombo.

Ma visto l’elevato numero di partecipanti al concerto sarebbe stato difficile, se non impossibile, pensare di raggiungerli e poi tornare nella bolgia scatenata di Arbore.

Un’altra opinione diffusa, il giorno seguente a quello che, disagi a parte, è stato senza dubbio un successo, è quella di spostare il concertone sull’area dell’ex Romagnoli. «In fondo – ci dice Piero che al concerto c’è andato con tutta la famiglia – se per il papa l’hanno potuto fare si potrebbe pensare a qualche modifica anche per Corpus Domini».
Ovvio che le bancarelle a quel punto dovrebbero essere collocate altrove. Molti suggeriscono Selvapiana, altri di lasciarle in centro, «sfruttando magari anche villa De Capoa» per non dividere la festa che – per molti è una specie di tradizione – inizia al mattino con la sfilata dei Misteri, prosegue il pomeriggio col giro di shopping e si conclude la sera con concertone.
Ma per aggiustare e migliorare ulteriormente c’è un altro anno di tempo.

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LAMEZIA: il comune con un ordinanza chiude i bagni pubblici per problemi di manutenzione e li sostituisce con bagni chimici.

Oltre ai problemi per la pulizia dei bagni pubblici con la ditta Ariete, anche opere di sabotaggio e vandalismo all’immobile.

Ordinanza di chiusura per i bagni di Via Celli perché privi dei criteri di igienicità e sicurezza, saranno temporaneamente sostituiti con dei bagni chimici a noleggio.

Se 10 giorni fa il consigliere comunale Piccioni ne sollecitava la pulizia, i bagni pubblici di via Celli trovano invece da parte dell’amministrazione Mascaro un’ordinanza di chiusura al pubblico «ai fini della salvaguardia della salute pubblica, in quanto privi dei criteri di igienicità e sicurezza determinati dallo stato di degrado in cui gli stessi versano a causa delle continue manomissioni e danneggiamenti che non consentono la pulizia», predisponendo anche che «prima della chiusura la Società Lamezia Multiservizi effettui un intervento di sanificazione e pulizia degli stessi; a pulizia effettuata, la Sezione Lavori del Comune provveda a bloccare l’accesso al pubblico chiudendone le entrate ed affiggendo idonea segnalazione indicante la non fruibilità dei servizi; il Dirigente del Settore Patrimonio provveda a sopperire alla mancanza di tali servizi con il nolo di bagni chimici portatili nelle more di definizione di interventi definitivi».
Tra poco più di due settimane, di fatti, Corso Numistrano sarà nuovamente occupate dai commercianti ambulanti in arrivo per la fiere di Sant’Antonio e San Pietro e Paolo, per i quali già annualmente vengono noleggiati bagni chimici, mentre però i bagni di via Celli sulla carta sarebbero stati gli unici ad avere anche servizi aggiuntivi come la doccia (almeno secondo quanto previsto dalla tariffe a domanda individuale approvate anche per il 2016 dalla giunta Mascaro).
Dietro i disservizi sul bagno pubblico esisterebbe un contenzioso tra amministrazione comunale e la ditta incaricata di occuparsi della pulizia degli immobili comunali. Nell’ordinanza si fa presente che «da ripetuti sopralluoghi effettuati presso i bagni pubblici di Via Celli di Lamezia Terme si è riscontrato un disservizio relativo alla mancanza di pulizia ed igienizzazione connessa ad un contenzioso con la ditta Ariete, che era stata incaricata all’uopo», rimarcando come «nelle more della realizzazione delle opere regolamentazione automatica di accesso ai servizi, si richiedeva alla Società Lamezia Multiservizi, di poter procedere alla pulizia dei vespasiani presenti in Via Celli del Comune di Lamezia Terme, onde evitare problemi di natura igienico sanitaria», operazioni avvenute  il 18 maggio da parte della municipalizza con «un intervento di sanificazione dei bagni e constatava che gli stessi risultavano non completamente fruibili in quanto manomessi sia negli scarichi, risultanti in parte ostruiti, che all’interno con presenza di mattonelle divelte», e che «il giorno successivo alla sanificazione operata, i sanitari si presentavano manomessi con versamento di sabbia marina nello scarico tale da ostruire la condotta». Oltre alla non manutenzione, quindi, anche opere di vandalismo e sabotaggio del servizio.

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